Testimonianza del dott. R.all'udienza di I grado a Sondrio (1858/'94) |
02 maggio 1994
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A domanda risponde: "...negli ultimi colloqui A. diceva - non so quale delle due verità raccontare -. Lei vuole venire al processo per poter dire che non è vero niente" ... "il suo dire - non è vero niente -, non era così come con il pubblico, perché quando parlavamo io e lei a colloquio da soli se io facevo riferimento alle vecchie verità e le dicevo ma guarda che io capisco perché tu adesso debba dire che non è vero niente…" Domanda: "A lei A. ha mai detto "non è vero niente"? Risposta: "Si l'ha raccontato anche a me… ha risposto che era perché il padre era violento con le sorelle e con la madre". Domanda: "Come giustifica le uscite dall'ospedale che coincidevano con i colloqui resi al dott. Forno?" Risposta " Ha avuto alcuni giorni di permesso in seguito a delle ricorrenze[1]" Domanda: " Che tipo di terapia assumeva A.?" Risposta: " Le abbiamo dato diversi neurolettici, sono sedativi maggiori, molto forti, che tendevano a farla dormire".
Domanda: In che modo si svolgevano i vostri colloqui, A ha mai manifestato difficoltà a parlare?" Risposta:
"…ero io che le tiravo fuori le parole di bocca con grande
sforzo per sapere quello che era veramente successo tra i due"
"… nelle volte in cui lei diceva una cosa, e poi rimaneva ferma, ed
io l'aiutavo a completare" "… la sollecitavo ad andare avanti,
la sostenevo nel suo raccontare faticoso".
[1] Mai state ricorrenze in quel periodo. No compleanni, no cresime, no comunioni, no matrimoni, no battesimi. Niente!
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