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MILANO, 6 MARZO
2001 - Quei baci dati alla figlia sulla bocca avevano poco dell'
affetto paterno. Per questo un professionista milanese, accusato per
questo atteggiamento di violenza sessuale, è stato condannato ad un
anno di reclusione, pena sospesa, dal Gup Guido Salvini.
La
vicenda risale ad alcuni anni fa. La ragazza, che oggi ha 16 anni,
era stata ricoverata in un istituto dopo essere stata allontanata
dalla famiglia, che non era ritenuta in grado di accudirla, anche
perchè la madre aveva gravi problemi psicologici. Ad una compagna di
scuola confidò di aver baciato più volte il padre fin quando era in
casa, vale a dire fino all'età di 10-11 anni. La compagna rivelò il
racconto ad un' insegnante che avvertì la polizia. Alla Polizia,
al Pm Pietro Forno e al Gup, la ragazza ha sempre ripetuto la stessa
cosa: tra lei e il padre solo baci «alla francese», null' altro. E
infatti un' incisura sull' imene rilevata da una perizia
ginecologica, non è stata interpretata come un inequivocabile segno
di violenza sessuale.
Invece il Pm Forno ha sottolineato che
tra padre e figlia si era istaurato un rapporto affettivo anomalo
che è perdurato, e perdura ancora. Il Pm, infatti, ha definito il
genitore della ragazza «un padre seduttivo, una figura che
rappresenta una situazione distruttiva in una famiglia». Per questo
aveva chiesto la condanna a due anni e mezzo di reclusione.
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