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Attenti ai soliti
consulenti Marcello Pera: «Negli incarichi ci vuole più
rotazione» |
«Come dimostra
l'ultimo caso del presunto pedofilo, assolto a Milano tra le
polemiche dopo 4 anni di calvario, in magistratura vanno
reintrodotti i principi di responsabilità e di efficienza, e vanno
eliminate alcune gravi incrostazioni». Marcello Pera, senatore
di Forza Italia e probabile ministro della Giustizia in caso di
vittoria del centrodestra, è severo: «L'autonomia e l'indipendenza
del potere giudiziario sono sacrosante, ma non devono essere
considerate come extraterritorialità» spiega «e soprattutto i
magistrati specializzati in certi reati, come quelli che lavorano
sugli abusi sessuali, devono essere maggiormente controllati: il
rischio è che si creino forme di potere intoccabile, o rapporti
troppo personali tra un pm e i suoi consulenti tecnici, che troppo
spesso scrivono solo ciò che il magistrato vuole». Le soluzioni?
«Una maggiore rotazione degli incarichi per i magistrati» risponde
Pera «e un'attenta vigilanza dei procuratori: il responsabile
dell'ufficio non può limitarsi a distribuire le pratiche e a
spostare seggiole e telefax, ma deve essere il reale vertice di
un'organizzazione gerarchica. I sostituti devono essere autonomi in
aula, ma il capo di una procura deve essere il vero responsabile
dell'ufficio che dirige». Poi, certo, in alcuni casi dovrebbe
intervenire anche il Csm. Ma Pera scuote la testa: «È un organismo
materno, protettivo: la commissione disciplinare agisce solo con i
pesci piccoli». Invece «certi errori dovrebbero restare agli atti ed
essere valutati per le progressioni di carriera di un magistrato:
l'automatismo delle promozioni è un altro punto debole, che alimenta
la deriva corporativa della magistratura e nuoce alla sua
immagine».
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