MILANO -
Finito dentro incubo senza colpe. Accusato di aver violentato la
figlia di tre anni e messo sotto inchiesta. Accuse che a distanza di
quattro anni si sono dimostrate false. Peggio, secondo il pm che ha
assolto l'uomo, le indagini sono state condotte su "tesi
preconcette", i periti hanno dimostrato "un'assoluta mancanza di
professionalità", sconvolgendo la vita di una famiglia e segnato la
psiche di una bimba che oggi ha sette anni.
Non usa giri di
parole il pm Tiziana Siciliano per assolvere il padre accusato e
mettere sotto inchiesta i periti. La requisitoria del magistrato è
un atto di accusa ad un metodo di indagine basato su "una perizia
ginecologica di una superficialità che rasenta lo scandalo", su
"interrogatori condotti in modo incongruo", su atti che "non
permetteranno mai di sapere se la bambina abbia subito
abusi".
Questa l'incredibile vicenda. La piccola I. aveva tre
anni nell'agosto '96, quando sua madre si recò in un istituto per
minori maltrattati. Voleva parlare con uno psicologo perché la bimba
aveva cominciato a dire parolacce. Invece dello specialista trovò
qualcuno che la invitò a recarsi dalla Polizia perché, le disse,
quelle parolacce erano il segnale che aveva subito violenza. La
bimba fu allontanata dalla famiglia e trascorse 35 giorni in una
comunità. Tornata a casa non trovò più il padre al quale era stato
impedito di vederla.
Arrivò il momento della perizia. La
bimba ha subito una violenza carnale, scrissero i periti e la
bambina fu allontanata di nuovo. Per la piccola e i suoi genitori il
colpo fu durissimo. La bimba in istituto peggiorava giorno dopo
giorno. Poi arrivò il momento del ritorno a casa. Ma il danno subito
era ormai enorme.
La requisitoria continua con l'accusa ai
periti che avevano certificato la violenza poi smentita da altre
indagini mediche: "Di fronte ad una così totale mancanza di
professionalità, non resta da dire altro che questi esperti non
hanno nessun motivo per godere della fiducia dell' autorità
giudiziaria perchè non hanno capito niente". Ma non solo i periti
sbagliarono. Sotto accusa finiscono anche gli agenti di polizia che
cominciarono le indagini: "Un ispettore interrogò la bambina in modo
incongruo, facendole fare riferimenti a toccamenti subiti dal padre
dei quali non si troverà più traccia in nessun atto del
processo".
Dopo tre anni di indagini, condotte dal Pm Pietro
Forno, un rinvio a giudizio e solo 4 udienze di un processo durato
un paio di mesi, ecco che oggi arriva il momento dell'assoluzione
per il padre ingiustamente accusato.
Il sostituto
procuratore Siciliano ha anche voluto invitare i giudici della 5/a
sezione penale del Tribunale di Milano a un atto che "restituisca
alla madre la sua dignità di madre". Poi ha chiesto di trasmettere
alla Procura gli atti del processo, per avviare un' indagine per
abuso d' ufficio nei confronti dei periti.
Il Tribunale ha
impiegato pochi minuti per emettere la sentenza: assoluzione perchè
il fatto non sussiste. I giudici hanno raccolto l' invito del pm ad
un gesto a favore della donna: hanno annullato l' affidamento al
Comune della bambina che tornerà tra le braccia della madre. In casa
però non troverà suo padre. La coppia si è divisa. Spazzata via
dalla tremenda storia.
(21 dicembre 2000) |
Borrelli:
"Voglio un'informativa sul caso Forno"
SCHEDA Chi
è Forno
DALL'ARCHIVIO di
Repubblica.it Il
caso Forno arriva al Csm
 Assolto
padre accusato di aver violentato la figlia
IN RETE (in italiano) Ministero
Grazia e Giustizia
Comune di
Milano
|