Si occupa di reati
sessuali da una vita. Tanto che ormai in procura, a Milano, al nome
di Pietro Forno vengono associate automaticamente tutte le inchieste
del settore. Addirittura, qualcuno lo indica come l'iniziatore di
quel genere di indagini. Fu lui, una dozzina di anni or sono, a
fondare quello che oggi viene definito il "pool famiglia o soggetti
deboli": ossia una squadra di magistrati e di agenti specializzati
nel campo degli stupri, degli incesti, del traffico dei
minori.
I suoi estimatori gli attribuiscono una grande
capacità investigativa e un grande pragmatismo. I suoi detrattori,
invece, gli contestano una certa rigidità e, soprattutto, il suo
continuare ad avvalersi di uomini ritenuti non all'altezza dei
compiti loro assegnati (non piace soprattutto che a interrogare i
bambini in difficoltà siano poliziotti senza una preparazione
specifica se non quella acquisita sul campo).
Al suo nome
sono legati successi clamorosi ma anche clamorosi errori giudiziari
e inchieste che hanno fatto discutere a lungo. Come quella che ha
portato in carcere Lorenzo Artico, un giovane educatore
condannato in primo grado a 13 anni di carcere per abusi su sette
bambini ospiti di una comunità di recupero sottoposti alla sua cura.
In sua difesa, è insorto un intero quartiere di Milano. Pochi mesi
prima della condanna di Artico, un altro processo voluto da Forno
era finito con un'assoluzione per tutti e tre gli imputati. La
vittima, una ragazza, si era inventata tutto.
(22
dicembre 2000) |
Borrelli:
"Voglio un'informativa sul caso Forno"
SCHEDA
Chi
è Forno
DALL'ARCHIVIO di
Repubblica.it Il
caso Forno arriva al Csm
Assolto
padre accusato di aver violentato la figlia
IN RETE (in italiano) Ministero
Grazia e Giustizia
Comune di
Milano
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