MILANO -
Prove indicate nel capo di imputazione: denuncia della madre.
Peccato che quella denuncia fosse solo una richiesta di aiuto, che
la donna avesse solo cercato uno psicologo per farsi spiegare perché
sua figlia di 3 anni, come una cantilena, ripeteva "culo" e
"pisello". Poi è cominciato un meccanismo infernale. Un meccanismo
sul quale ora il Csm vuole chiarezza: il consigliere laico Eligio
Resta ha chiesto l'apertura di una pratica sul pm Pietro Forno per
vedere se il suo operato abbia prodotto una qualche incompatibilità
ambientale o funzionale. Il giorno dopo l'assoluzione di un padre
accusato di aver usato violenza alla figlia, anche la Procura di
Milano è divisa: c'è chi vuole convocare una conferenza stampa per
difendere il pm specializzato in reati sessuali finito sul banco
degli accusati perché quel suo processo si è chiuso, cinque anni
dopo l'inizio, con un'assoluzione piena; chi invece ammette che il
fatto è gravissimo e che, forse, troppi anni in un ruolo rischiano
di trasformare la professionalità in un' ossessione.
Tiziana
Siciliano, il pm che ha avuto il coraggio di chiedere in aula
l'assoluzione e che ha trasformato la sua requisitoria contro il
padre in una requisitoria contro i metodi d'indagine, non fa affatto
macchina indietro. "In questa vicenda - spiega - la mancanza di
professionalità degli operatori è stata decisiva. Anche se ci fosse
stato un abuso, dopo queste indagini non saremo più in grado di
saperlo. La tragedia è che i poliziotti giocano a fare gli psicologi
e questi giocano a fare gli investigatori".
Mercoledì sera,
quando il Tribunale in una camera di consiglio brevissima e dunque
non minata da alcun dubbio, ha ridato l'onore a quel padre, il pm
Siciliano ha riferito al procuratore Gerarado D'Ambrosio tutto
quanto era accaduto. E D'Ambrosio non ci ha dormito la notte.
"L'unica cosa che mi sento di dire - afferma scosso - è di nuovo che
i tempi della giustizia sono intollerabili. Cinque anni di vita
scippata a un padre e a una figlia nessuno li potrà mai risarcire.
Se almeno tutto fosse finito prima.".
Nicola Cerrato,
l'aggiunto che coordina il pool sulle "fasce deboli", a difendere il
sostituto: "Rivendico a Forno - dice - il merito di aver fatto
emergere queste problematiche, per questo rappresenta sempre un
punto di riferimento". Ma Luigi Vanni, l'avvocato difensore del
padre, non ci sta: "Questo processo - rincara - è il prodotto del
fanatismo nella conduzione delle indagini che si è concretizzato in
un programma di lavoro pubblicato nel '95 e che teorizza
l'esclusione della difesa, la segretazione degli atti, l'affidamento
di tutte le perizie a soggetti di stretta fiducia del magistrato".
(23 dicembre
2000) |
Borrelli:
"Voglio un'informativa sul caso Forno"
SCHEDA Chi
è Forno
DALL'ARCHIVIO di
Repubblica.it
Il
caso Forno arriva al Csm
Assolto
padre accusato di aver violentato la figlia
IN RETE (in italiano) Ministero
Grazia e Giustizia
Comune di
Milano
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