Tornano gli
abusologi. Giustizia è fatta?
Sull’ultimo numero di Panorama
(28 settembre 2000) viene pubblicata l’incredibile storia di
Alessandra, 24 anni. Sette anni fa la ragazza accusava il padre di
averla violentata. Sette processi, due anni di carcerazione
preventiva per il papà Giovanni, 61 anni, titolare di una pizzeria
in Valtellina. Poi l’uomo si dà alla fuga. Alessandra racconta ai
magistrati - e in particolare al noto pm milanese Pietro Forno (nel
giugno 1993) - storie raccapriccianti di violenze e abusi sessuali
abominevoli cominciati quando lei aveva appena 3 anni. Gli
inquirenti, nonostante Alessandra appaia lievemente isterica – le
prime parole contro il padre risalgono all’aprile 1993, quando è
ospitata all’ospedale neurologico Mondino di Pavia – danno credito
alle sue parole. Così dopo un tormentato iter processuale (con due
assoluzioni, nel ’95 e nel ’97) il signor Giovanni viene condannato
a 8 anni di carcere con sentenza confermata in Cassazione il 9
aprile 1999.
L’ennesima tragica storia di
pedofilia, si direbbe. Peccato che Alessandra, fin dal luglio 1993,
abbia ritrattato ogni accusa. La perizia psichiatrica disposta sulla
ragazza nel febbraio 1995 la descrive come “egocentrica, soffre di
narcisismo acuto, è in grado di simulare perfino crisi epilettiche e
ha una capacità innata di manipolare la realtà”. Ma nulla vale a
bloccare l’iter processuale. “Non è credibile”, dicono i magistrati.
Intanto, la ragazza ha annunciato che intende chiedere la Grazia per
il padre al Presidente della Repubblica.
La perizia ginecologica sul caso di
Alessandra è stata eseguita dalla dottoressa Cristina Maggioni della
clinica Mangiagalli di Milano. La stessa che come consulente del pm
ha eseguito le diagnosi di conferma delle violenze (smentite da
luminari del settore) sui bambini nel controverso caso dei pedofili
satanisti del Modenese (cfr. Tempi n. 26, 29 giugno/5 luglio 2000).
Lunedì scorso (25 settembre) la Cassazione ha confermato la sentenza
del primo processo per tutti gli imputati. Tutti colpevoli –
compreso don Giorgio Govoni, morto di crepacuore l’anno passato.
Giustizia è fatta anche in questo caso. Il che non riesce a
toglierci qualche brivido lungo la schiena…