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06 FEBBRAIO 1995: ASSOLUZIONE |
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Padre
pizzaiolo in Valtellina La
figlia ritratta le accuse di stupro: assolto in appello Dal
carcere alla libertà, assolto in appello (con formula piena) dalla
terribile accusa di violenza carnale ai danni della figlia. Condannato in
primo grado a 12 anni di reclusione in seguito alle accuse della ragazza,
ieri un commerciante residente nella cintura milanese è stato invece
roconosciuto innocente e scarcerato odpo quasi 18 mesi di reclusione. Si
è concluso dunque con un clamoroso colpo di scena, il processo nei
confronti di un padre zccusato di ripetute violenze carnali sulla figlia.
L'uomo G.P., 55 anni, titolare di una pizeria in Valtellina, era stato
arrestato un anno e mezzo fa e poi nel maggio scorso condannato dal
Trbunale di Sondrio per violenze carnali sulla figlia che al momento della
denuncia nei suoi confronti aveva 16 anni. La ragazza aveva detto di esser
stata per diversi anni un oggetto nelle mani del padre, che ad un certo
punto l'avrebbe perfino costretta ad accoppiarsi con un cane lupo. Nell
adenuncia fu coinvolto anche un amico dell'uomo, che in primo grado fu a
sua volta condnnato a sei anni di reclusione. Ieri, al processo di scondo
grado, la giovane che adesso ha 18 anni, ha ritrattato le accuse. A
conforto dell'imputato la difesa ha anche presentato una perizia
psichiatrica, svolta dal professor Gianluigi Ponti, nella quale si afferma
che la ragazza al momento della denuncia non era in grado di intendere e
volere perché sofferente per una sindrome narcisistica. I fatti che
diedero origine all'arresto dell'esercente risalgono al maggio del 1993
quando la giovane, che ha due sorelle, fu ricoverata in una clinica
neurologica "Mondino" di Pavia, dopo essere stata colta da
malore in un cinema. In
aula il sostituto procuratore generale della Repubblica, Marira Elena
Visconti, ha chiesto la conferma della condanna per il maggiore imputato
ed aumento di pena per l'amico. La Corte d'appello, dopo aver ascoltato le
arringhe degli avvocati Angelo Sassella e Mauro Alciati per l'imputato
G.P. e di Giuseppe Milotta per l'amino, ha invece ribaltato la sentenza di
primo grado, mandando assolti I due in base al secondo comma dell'articolo
530 del codice di procedura penale, quello che resta della vecchia formula
sull' "insufficienza di prove". Alla lettura del dispositivo la
ragazza ha applaudito e sua madre è scoppiata in un pianto dirotto per
commozione.
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Non violentò la figlia. Padre assolto MILANO
- Condannato
a 12 anni per aver stuprato dall'80 al '90 la figlia oggi diciottenne,
costringendola addirittura ad accoppiarsi con un cane, è stato assolto in
appello "perché i fatti non sussistono". Ieri in aula la
ragazzina, che dopo l'arresto del padre ritrattò le accuse, ha applaudito
la sentenza, la madre piangeva. Con il genitore, G. P., 55 anni, pzzaiolo
in Valtellina, la corte ha assolto un suo amico 63enne, che a Sondrio era
stato condannaro a 6 anni. Decisiva la perizia del professor Ponti: quando
denunciò il padre, lagiovane, ricoverata alla clinica "Mondino"
di Pavia, soffriva di "sindrome narcisistica".
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CAMPODOLCINO:
PADRE ASSOLTO IN APPELLO E stato assolto in appello a Milano il 55enne G.B. di Campodolcino dall-infamante acusa di violenza carnale ai danni della figlia, 16 enne all'epoca dei fatti. Era stato condannato a 12 anni di reclusione dal Tribunale di Sondrio e anche un amico dell'uomo, G.P. di 63 anni, che secondo l'inchiesta avrebbe abusato della ragazzina è stato assolto, mentre dai giudici sondriesi era stato condannato a sei anni. La giovane si sarebbe inventata tutto. A sostegno dell'imputato la difesa ha presentato la perizia psichiatrica redatta dal professor Gianluigi Ponti, nella quale si afferma che la ragazza al momento della denuncia non era in grado di intendere e di volere perché affetta da "sindrome narcisistica".
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