Risposta a Salvatore del 19/01/2001

 

Caro Salvatore,

 

quel che penso io non può forse essere rilevante, poichè io ho vissuto questa vicenda, ed io so solo, forse, qual'è la verità. E' importante invece sapere gli altri come la pensano, ed i dubbi che possono sorgere sapendo della mia storia. per questo, ti ringrazio d'avermi scritto.

E ti dico che, chi ti scrive è stata la prima ad avere dubbi; e allo stesso tempo anche la prima a pensare che "forse non è vero".

Sono passati molti anni, e in tutti questi anni io ho continuato a chiedermi, non se fosse vero, perchè molte, forse troppe cose inducevano a pensare che lo fosse, ma se mai ricordassi, uno, un solo momento in cui mio papà mi avesse fatto qualcosa che io avessi detto ai medici e autorità, o anche che non avessi mai detto...

Ebbene, non solo un ricordo è riaffiorato nella mia mente. Cosa dovrei fare allora? Dire che ci sono? Credo che l'unica cosa che io possa fare sia DIRE SOLO ED UNICAMENTE LA VERITA', e cioè che non un episodio che io ho raccontato è vero e che mai mio padre mi ha mai fatto violenza sessuale, pechè non esiste nella mia mente, e mai è esistito. Ho sempre inventato!

Altra cosa che continuai per anni a chiedermi era come avessi potuto raccontare...se non ricordavo. Tu dici che "ciò che

dicevi era molto plausibile e soprattutto raccontato molto bene"...non è vero! Ho letto e riletto (anche stamattina in tribunale!) gli atti e i miei interrogatori!!! Non sono per niente raccontati "molto bene"!!! Sono semplici domande a cui io rispondo si, no, forse, magari... o a cui dò risposte del tutto ovvie! Sono SCRITTE MOLTO BENE, questo si! Ma non le ho scritte io! Loro scrivevano e nessuno potrà mai dimostrare che quelle cose le ho realmente dette io, o che le ho dette in quel modo...solo la loro parola contro la mia!

Per quanto riguarda gli psicofarmaci, dal punto di vista scientifico, è vero quello che dici. I farmaci non inducono a fantasticare.

Ma prova ad immaginare una sera...hai bevuto molto, sei abbastanza "rimbambito", e qualcuno ti parla, cerca di convincerti che tu un giorno eri in un certo posto e che è successo qualcosa... tu puoi dire infinitamente volte di no...ma può anche essere che sei talmente stufo e arcistufo di questo tizio che ti rompe le scatole, che gli dici "ok, ok, d'accordo, ero lì...è successo quel che dici, però ora lasciami in pace, lasciami andare a dormire che sono stanco..".

Beh, non posso dire che a me sia successo così ogni volta che parlavo con le autorità. Ma molte volte, spesso, è stato così. Soprattutto dal pm.

Non voglio dare colpa a nessuno per quel che è successo, a nessuno che non abbia colpe. Ma chi ne ha, io compresa, è giusto che se le assuma! Ho giurato e spergiurato che avrei solo detto la verità. E, vi prego, lasciatemelo fare...

Ho un solo problema: non ricordo molte cose... Anche se ho notato che più ne parlo, più rileggo i miei diari che tenevo all'epoca, e più riesco a immedesimarmi di nuovo in quella ragazza...

A volte ho paura di ricordare troppo....a volte, ricordo quello che pensavo, cosa provavo...e rimuovo subito quei ricordi!

Beh, devo imparare a non aver paura, soprattutto di quella ragazzina che era in ospedale. Mi fa paura, una paura tremenda!Ancora non accetto che ero proprio io...!

....non continuo più...scusa, tu non sei il mio psicologo...! ;D

Spero di non essermi troppo lasciata andare... ma appena comincio a scrivere...non la smetto più :D

Posso pubblicare la tua mail?

Ti ringrazio di avermi scritto, e di avermi fatto riflettere ancora un po' di più. E' molto importante per me.

Grazie,

con affetto,

 

Alessandra.