Risposta ad Andrea del 31/01/2001

 

Ciao Andrea,
ti ringrazio molto per avermi scritto. Quel che mi dici per me non è banale e scontato, perchè, come spesso dico, avere gente vicino e che mi dice di farmi forza mi aiuta tantissimo. Soprattutto nei giorni in cui mi sento un po' giù...
Inoltre, non tutti la pensano come te; alcune persone (vedi messaggi da icq) mi dicono che quel che io sto facendo è inutile, e che devo solo rimanere coi miei sensi di colpa in eterno... Queste persone non si rendono conto però che se io non continuassi la mia lotta, non solo lascerei un uomo innocente, che tra l'altro è mio il papà, con un'accusa pesantissima, e con l'impossibilità di poter vivere liberamente, e insieme alla sua famiglia; ma abbandonerei nella stessa situazione molte, migliaia di altre persone. Purtroppo ho scoperto che di famiglie con questo tipo di problema ce ne sono a migliaia... E non è stata una bella scoperta, perchè vuol dire che altre persone stanno soffrendo, o hanno sofferto quel che ingiustamente ha dovuto patire la mia famiglia. Per uno stupido e idiota meccanismo utilizzato da certe persone e solo per alcuni casi... che va oltre ogni principio di giustizia, correttezza ed equità.
Per questo, vorrei che determinate persone capissero che non sto lottando solo per mio padre e la mia famiglia, ma per tutte le ingiustizie! E la mia lotta non finirà mai, perchè purtroppo l'ingiustizia è parte di questo mondo... Ma se dovessi vincere la mia battaglia, credo che avrò forza per non fermarmi mai... :)
 
Mi scuso se ho utilizzato il tuo messaggio per scrivere indirettamente anche ad altre persone. Pur accettando i loro pensieri, non li condivido. Per niente. Sono dell'opinione che se una persona sbaglia, debba sempre avere l'opportunità di poter rimediare al suo errore. Perchè non si può tornare indietro, mai. Quindi, puoi sentirti dire infinitamente volte che hai sbagliato, ma ciò non rimetterà le cose a posto; e di certo non ti riporterà mai a quel momento, a quando hai sbagliato, per far si che tu non possa più commettere l'errore. Quindi, credo che l'unica soluzione sia fare quattro conti: valutare tutta la situzione e vedere se si è ancora in tempo per rimediare per lo meno a qualcosa... e mettersi subito a lavorare. Prima di fare ciò però, è neccessario che la persona riconosca i propri errori, e li accetti. Dopo di che, pensare sempre "ce la farò", "non devo mollare", "devo farcela", "non mi fermerò mai", "non devo sentirmi stanca, sola, o impotente", "mai scoraggiarsi".... ecco le VOSTRE FRASI; frasi che si aggiungono alle mie, a quelle dei miei genitori, del mio ragazzo, degli amici... Per me sono molto preziose. E credo che non le, e non vi, dimenticherò mai... :)
 
Molti auguri che mi sono stati inviati, si sono avverati. Spero che si avveri anche il tuo: vivere felicemente con la mia famiglia per il resto della mia vita. Prego ogni momento della giornata perchè prima o poi possa di nuovo accadere... mi manca così tanto...  e senza il mio papà non siamo al completo!
Sai, quel che più non capisco, è come dei giudici possano dire che mio papà non può stare con la sua famiglia...quando è la sua famiglia che lo sta aspettando da anni....! Tu lo capisci? Non dal punto di vista giuridico, ma morale, umano... cosa significa?
 
Comunque attendiamo con ansia delle risposte, e spero che siano positive.
 
Ti ringrazio tantissimo,

       Alessandra.