06/11/2000

Al Presidente della Repubblica

 

Carlo Azeglio Ciampi

 

 

Sono la mamma di Alessandra, che ha chiesto la grazia per suo padre, Giovanni B.; è la ragazza che sperava, e con tanta ansia aspettava la sua risposta. Finalmente è airrivata. Però, che delusione, tristezza, amarezza e "crollo totale".

Dopo aver dato la notizia in televisione, e dopo le interviste con i giornalisti, speravamo in una Sua grazia. Così non è stato, forse sarà stata la mia, e nostra disperazione a farci ancora sperare.

Però penso che quella lettera, sia stata letta da qualcun altro, che ha deciso al posto suo di lasciare le cose così come stanno. Mia figlia è stata creduta capace di intendere e di volere quando non avrebbe dovuto essere così.

Questo è stato detto da un luminare, il prof. Gianluigi Ponti alprimo  processo di Appello a Milano. L'Alessandra, oggi sta benissimo, studia, lavora, e frequenta vari sport.

Perché una famiglia deve essere rovinata? Noi, abbiamo delle prove, e tantissime a nostro favore, però siamo chiusi come in un bunker; non c'è via di uscita.

L'Alessandra ha raccolto tante prove che dimostrano che s'inventò tutto delle violenze del padre. Dopo aver smesso di prendere psicofarmaci è tornata a vivere, fuori da quel manicomio.

Speravamo in un Suo si, e così non è stato. Sappia che la nostra famigli è distrutta, però l'Alessandra è vicino a noi, grazie a Dio, ed è per questo che lotta, combatte contro le ingiustizie. La nostra famiglia è stata sempre una famiglia sana di principi e di morale.

 

Signor Presidente, 

 

è meglio in carcere un innocente, o un latitante? Mio marito in carcere  ha passato l'inferno; ciò è giusto per i colpevoli di questi reati, ma bisogna pensare che ci sono, e sono tanti, anche degli innocenti.

Non voglio prolungarmi oltre,a cneh perchè Lei sarà informato degli atti, di questa storia tremenda.

 

Signor Presidente,

 

abbia clemenza per un innocente, faccia che la mia Alessandra torni serena e tranquilla; è anni che lotta per dimostrare l'innocenza del padre e, ripeto, nonostante molte prove ci troviamo in un buio totale.

Mia figlia Simona, una brava ragazza lavoratrice da anni, è fidanzata con un bravissimo ragazzo. Vorrebbero sposarsi, ma naturalmente aspetta il suo papà che l'accompagni all'altare.

Io, prima madre e poi moglie, vivo e combatto con loro. Sono una mamma distrutta, ma con tanta forza e coraggio, e fiducia in Dio, vado avanti a lottare. Grazie soprattutto ad una persona umana, combattiva, e onesta, l'avvocato Luigi la Marca.

 Signor Presidente,

 

S'avvicina il Santo Natale. Sono anni che non trascorriamo il Natale con tutta la famiglia unita. Lontani ricordi, bei ricordi, l'albero di Natale, i doni, la felicità delle nostre adorate bambine. 

 

Non voglio essere egoista, quanti innocenti ci sono dietro le sbarre? I loro pensieri e ricordi, vagano lontano, verso chi? Prima verso Dio, e poi per la giustizia.

 

La ringrazio sentitamente.

Cosa posso chieder ancora?

 

Pietà, Pietà, Pietà

 

 per la mia Alessandra e un innocente disperato,

 

D'I. Giusy