 |
Alessandra è uno
scricciolo: occhi scuri e dolci; capelli neri, lunghi e
riccioluti. Mostra meno di 15 anni e ne ha invece 24. Studia
legge, forse per risolvere una incredibile storia che le ha
sconvolto la vita. Ha accusato suo padre di averla violentata.
Accadeva sette anni fa. Ora Alessandra si è rivolta al presidente
della Repubblica perché conceda la grazia al suo papà. «È un
uomo meraviglioso» sussurra. Disse così anche all'avvocato Luigi
la Marca di Milano: «Mio padre è innocente, mi sono inventata le
accuse contro di lui». Spiega il legale: «Si presentò pochi
mesi fa nel mio ufficio e cominciò a raccontare. Rimasi stupito».
La storia lascia davvero allibiti. Sette processi, tanti sono
quelli che si sono celebrati per le violenze su Alessandra. Due
anni di carcerazione preventiva per il padre Giovanni, prima
condannato poi assolto e infine condannato e che ora è latitante:
un uomo di 61 anni, aitante e sportivo, titolare di una pizzeria
in Valtellina, sposato con Giuseppa, sua coetanea, e padre di tre
figlie.
Alessandra è la più piccola. «E la più coccolata» come lei
stessa sostiene. Ciononostante ha accusato suo padre di nefandezze
inenarrabili, soprusi e violenze, masturbazioni e penetrazioni.
Persino di rapporti particolari con il cane di casa. Mentiva
allora Alessandra, quando firmava dettagliati verbali di
interrogatorio, o mente oggi nel tentativo di riportare pace nella
sua famiglia ormai a pezzi?
Panorama ha letto tutti gli atti di causa, migliaia di
pagine fra verbali, sentenze e perizie psichiatriche. E ha scorso
anche il diario che la ragazza scriveva sul suo computer
portatile. «Non so più cosa fare, chi sono, dove sono, dove
andare e come agire». È il 1°; aprile 1993, Alessandra annota
le sue pene. Allora aveva 16 anni, da oltre due mesi era
ricoverata nell'ospedale neurologico Mondini di Pavia. Era stata
vittima di un incidente stradale. Lei era in bicicletta, un'auto
l'aveva investita e da quel giorno era andata sempre peggio:
tentativi di suicidio, strani silenzi, fughe improvvise.
«Ho paura, c'è l'uomo nero» urla Alessandra sul letto
dell'ospedale. La ragazza si dimena, visibilmente simula amplessi
e orgasmi. Rivela chiare turbe della sessualità. I medici si
allarmano. Cosa nasconde lo scricciolo? Chi è «l'uomo nero»?
Entra in scena non il padre, ma un suo conoscente: un uomo che
frequenta la pizzeria, che molesta le ragazzine. «Papà sa tutto
di quell'uomo, ma non dice nulla» confida Alessandra ai medici. E
i medici convocano la famiglia al completo. «È vero, quel tizio
ci molestava. E papà non ci ha mai difese» denunciano le
sorelle. Brutta storia. Ma non è che l'inizio.
|