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CONSIDERAZIONI Venendo ora a discutere dei quesiti, la prima questione è quella
relativa alle condizioni psichiche attuali. Dei dati emergenti dalla osservazione diretta si è ampiamente detto.
Per riassumere, la B. appare dotata di normale intelligenza e certamente
non è affetta da problemi psicotici: coscienza, percezione, ideazione
sono affatto normali, ha ottima memoria, non presenta alcuna patologia
della sfera cognitiva e di quella dell'umore; appare tranquilla, sicura di
sé, dotata di critica e di adeguata capacità nel giudizio della realtà.
È anche certo che il traumatismo del novembre 1992 non le ha cagionato
alcun pregiudizio organico alle strutture cerebrali, visto che gli
accertamenti eseguiti prima e durante la lunga degenza al Mondino sono
risultati tutti assolutamente negativi. Dati significativi sul suo profilo psicologico sono emersi dall'esame
diretto e dai tre reattivi di personalità che le sono stati praticati. La
giovane si mostra di uno psichismo ricco e variegato, con un equilibrio
interiore oggi tutto sommato abbastanza soddisfacente, e con segnali di
conflittualità interiore modesti e non preoccupanti. Si sono invece rilevati
significativi indicatori di immaturità, ciò che a diciotto anni non è
evento raro: la immaturità coinvolge in ogni modo l'area affettiva, le
relazioni col prossimo e il controllo delle pulsioni, così da risultare
un soggetto abbastanza impulsivo. (…)
La B. mostra inoltre ai test insicurezza di fondo e conseguente
timidezza nei rapporti umani, non tali comunque da pregiudicare la vita di
relazione: talché il suo modo di proporsi durante I colloqui non è
apparso esser stato né timido è insicuro, ma semmai - probabilmente per
ipercompensazione - fin troppo disinvolto e assertivo. Tutti questi tratti di personalità appaiono comunque contenuti in
limiti abbastanza modesti e lontani dal costituire un disturbo
clinicamente significativo. Lo studio clinico e testistico non ha invece evidenziato, contrariamente
alle aspettative, elementi attualmente significativi di personalità
isterica. E ancora, un'altra volta contrariamente a quanto si sarebbe
potuto attendere, la giovane non presenta significativi disturbi edipici:
il test di Rorschach e il
Blacky (che specificamente indaga i rapporti intrafamigliari), indicano
che se problemi con le figure genitoriali esistono e sono in qualche modo
disturbanti, essi derivano
casomai dalla insoddisfatta aspirazione alla riunione della coppia
genitoriale, che la ragazza sente minacciata dalla separazione, e non da
altri tipi di conflittualità.
(…)
Le aree che nella B. appaiono ai reattivi mentali maggiormente
conflittuali sono invece quelle in cui entra in gioco il senso di
colpa,
sia con specifico riferimento alla sessualità, sia in senso più in
generale. A questo proposito, val subito precisare che se è ben vero che
il senso di colpa è spesso presente in chi ha subito abuso sessuale, qui
il sentimento di colpa appare abbastanza maturo e realistico ed
esplicitamente riferito al "cercare di rimediare" nei confronti
dei genitori. In definitiva in un soggetto che ha combinato quei grandissimi guai, e
che ha pur sempre presentato quel po' po' di manifestazioni morbose, ci si
sarebbe atteso un quadro psichico assai disturbato, contrariamente a
quanto è emerso. In sintesi può dirsi che oggi la B. appare una persona tutto sommato
normale, con problemi non diversi da quelli che si possono riscontrare in
tanti soggetti della sua età: è comunque certamente immatura, poco
padrona di controllare gli impulsi, (…). Ma siamo - oggi -
nell'ambito dei semplici tratti di personalità, ben lontani dalla
patologia. Venendo all'ieri, grazie alle dettagliate notizie riportate sulla
cartella clinica del Mondino, e grazie alla dichiarazioni rese dai
sanitari che l'hanno avuta in cura a Pavia, è possibile formulare un
preciso giudizio sullo stato di mente della ragazza anche all'epoca in cui
effettuò le accuse. La cartella clinica riporta la diagnosi "disturbo narcisistico
della personalità", e qui occorre qualche chiarimento. Con questo
termine si definiscono quei soggetti che, coltivando un esagerato
sentimento della propria importanza, sono costantemente in cerca di
complimenti e di attenzioni, tendono in modo esibizionistico a catturare
l'ammirazione del prossimo, e spesso ci riescono. Ma questa diagnosi non
esprime tutta la patologia. Cercando di ricostruire la patogenesi, è certo che nel momento in cui
la B. restò vittima dell'incidente stradale, comparvero comportamenti
abnormi: ebbero inizio sia le fughe da casa, sia quelle crisi che subito
apparvero di franca natura isterica. Non è possibile conoscere le ragioni
si ciò (per identificarle occorrerebbero molte sedute dallo
psicanalista), ma sta di fatto che da allora alle andò incontro ad un
periodo di profondo squilibrio psichico. Squilibrio che fu la causa delle
false crisi di epilessia, che comparivano anche più volte al giorno, e
durante le quali la paziente era apparentemente incosciente (ma sappiamo
dal suo racconto che incosciente era), si dibatteva anche per ore, (…)
pareva insensibile agli stimoli dolorosi. Si è detto che si trattava certamente
di fenomeni isterici: ma anche qui occorre qualche precisazione. Le molteplici manifestazioni dell'isterismo - oggi si preferisce parlare
di "disturbi fittizi" - sono dovute al fatto che questi soggetti
manifestano sintomi morbosi fisici o psichici non genuini, ma
intenzionalmente provocati per apparire appunto malati. Il paziente compie
quelle simulazioni intenzionalmente, per richiamare attenzione o affetto
su di sé: ma al di là di queste motivazioni consapevoli, i sintomi
isterici vengono innescati per obiettivi che sono invece del tutto
inconsci. Questi atti, pur essendo volontari, hanno anche una qualità
"compulsiva", nel senso che il paziente è incapace di astenersi
dal compirli: le crisi sono cioè deliberate e finalizzate (sono quindi
intenzionali), ma non possono essere pienamente controllate. È la
situazione dell'apprendista stregone, che mette in moto la magia
perdendone poi il controllo. (…)
Le ragioni psicologiche e psicosomatiche che sottendono le
manifestazioni isteriche non sono chiare, anche se quasi sempre hanno a
che fare che la sessualità. La dottrina psicoanalitica ha ritenuto un
tempo che l'isteria si manifestasse in chi è stato vittima di violenze
sessuali, e in particolare di incesto, poiché l'analisi di questi
soggetti faceva scaturire problematiche di questo genere e il ricordo di
patite violenze sessuali. È poi stato invece acclarato che le violenze possono essere spesso
semplici elaborazioni fantastiche, alimentate dall'inconscio. E come di è detto, si può ritenere che una giovane sia tanto
disturbata e manifesti comportamenti inadeguati e di marca isterica a
causa del trauma dell'incesto effettivamente patito; però per esperienza
clinica è più frequente che abbia inventato l'incesto a causa del fatto
di essere così patologicamente disturbata. Che la B. all'epoca delle crisi e delle rivelazioni fosse
patologicamente assai disturbata emerge non solo dal fatto che presentava
sintomi isterici; e nemmeno soltanto perché compiva fughe da casa e
dall'ospedale, o per le frequentissime simulazioni di suicidio e gli atti
autolesionistici che non erano semplici sceneggiate. Ulteriore conferma della gravità del disturbo psichico di cui allora
soffriva emerge, oltre che da questi dati clinica, anche dalla
comparazione fra il test di Rorscach che le fu eseguito a quei tempi con
quello attuale. È questo un dato fondamentale, che fornisce la prova
certa del tutto oggettiva dello stato di allora, ulteriormente avvalorato
dal fatto che in questo test non è possibile simulazione. Ebbene, come già stato detto prima, la differenza è eclatante: il test
di allora indicava una massiccia presenza di fenomeni francamente
patologici, di molteplici indicatori di conflitto, di depressione e
dipendenza, di shock anche, e non solo, sessuale; vi erano inoltre
elementi indicativi di elevata incapacità di contenimento pulsionale
(…) e addirittura erano presenti dati (confabulazioni e fors'anche
contaminazioni) che indicano disturbo nel rapporto di realtà.
In sintesi un quadro altamente morboso a tratti addirittura
psicotici, ed ampliamente coerente con la condizione clinica. Può dunque ricostruirsi in sintesi che, su di una personalità di base
di tipo narcisistico, l'incidente del novembre 1992 sia stato l'elemento
rivelatore di un disagio soggiacente: incidente utilizzato dalla B.
per mettere in moto il meccanismo fittizio delle manifestazioni
isteriche. Che poi quel disagio psichico fosse dovuto all'incesto, o ai
conflitti fra genitori, o ai suoi problemi adolescenziali, non è
possibile sapere: anche se la seconda e la terza ipotesi paiono, per
esperienza clinica, quelle più verosimili. Detto tutto ciò, si può passare alle conclusioni. Poiché il quesito è rivolto alla identificazione della idoneità
psichica della B. a rendere testimonianza allora e oggi, non possono
esservi dubbi nell'affermare che all'epoca delle rivelazioni in ospedale e
delle deposizioni innanzi a Pubblico Ministero era certamente malata, e di
una malattia che altamente comprometteva la idoneità a rendere
testimonianza. Non si trattava semplicemente del disturbo narcisistico
che, come si è detto, delinea una certa natura caratteriale e certi
tratti della personalità: la B. presentava allora manifestazioni
fittizie, e le crisi isteriche erano di insolita gravità perché legate
ad un disturbo mentale disturbo assai vicino alla psicosi. Si trattava di
una condizione morbosa che necessariamente, riduceva - e in modo elevato -
la idoneità a testimoniare, proprio perché le tematiche sessuali
alimentano l'isteria e su tali temi vertevano le dichiarazioni della B.:
non per nulla l'attendibilità di un soggetto isterico su temi sessuali è
sempre aleatoria. Per contro attualmente la giovane presenta - e da tempo - una completa
scomparsa delle manifestazioni isteriche; rimangono ovviamente invariati I
suoi peculiari tratti personologici, ma ella è da ritenersi in condizioni
di recuperata normalità. Oggi pertanto persona idonea a testimoniare.
È infine da precisare che sulle dichiarazioni rese a suo tempo dalla B.
non hanno verosimilmente influito i trattamenti psicofarmacologici cui era
sottoposta a quell'epoca: essi possono ridurre la prontezza mentale o
indurre sonnolenza, ma non alimentare fantasie e rendere un soggetto
inconsapevole di quel che dice. Così come nessuna rilevanza ha giocato
l'evento lesivo del novembre 1992, che è stato unicamente un fattore
occasionale utilizzato per mettere in moto il disturbo isterico. Fin qui si tratta di valutazioni esclusivamente psichiatriche: ma si
deve anche precisare che un conto è la idoneità connessa allo stato
mentale, ed altro è la attendibilità del testimone. La questione se la B. dica il vero oggi, ovvero l'abbia detto allora,
non è di competenza dello psichiatra, posto che in linea di principio può
dire il falso, ovvero essere sincero, sia colui che è mentalmente
disturbato, sia - è ovvio - chi è sano di mente. A questo punto la
valutazione della credibilità del teste compete solo al giudice,
precisando che, ove le primitive versioni fossero state menzoniere, la B.
era allora comunque inferma di mente. |
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