Questa è la relazione che mandai a Giacomo Fassino, con la speranza che potesse servire per la riapertura del processo. Purtroppo così non fu.
Nella relazione scrissi tutte le frasi che secondo me potevano "avere un senso", che potevano dimostrare:
il mio malessere in ospedale;
la mia incapacità mentale, confusione e distorsione della realtà in ospedale;
la mia convinzione, uscita dall'ospedale, a ritrattare, e a cominciare a pensare con la mia testa; cominciare a dire solo la verità;
la ricerca disperata di aiuto verso chiunque, e specialmente verso le persone che più mi conoscevano e mi stavano vicine;
l'attaccamento morboso al dott. Rossi ed alla dott. Farinotti;
la mia fatica a raccontare "certe cose" al dott. Forno;
la voglia di "finire" i racconti, e tornarmene a casa, a ricominciare finalmente una vita normale.